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Fico bianco del Cilento

Il fico bianco del Cilento deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. Esso si riferisce ad una particolare tipologia di fico ovvero al prodotto essiccato della cultivar “Dottato”; pregiata varietà di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno.

Categoria: Product ID: 22426

Descrizione

Sintesi storica del prodotto

Nei racconti biblici sono moltissimi i passi che fanno riferimento alla pianta del fico.
L’albero compare già nel libro della Genesi quando Adamo ed Eva, dopo aver mangiato dall’albero proibito “intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture” mentre nella iconografia tradizionale sono rappresentati con le “famose” foglie di fico a coprire le loro nudità.
I Greci lo consideravano un frutto afrodisiaco. Platone ne era molto ghiotto, al punto da essere chiamato “mangiatore di fichi”. Presso i Romani era considerata una pianta sacra perché, secondo la leggenda, era l’albero sotto cui si era fermata la cesta con i gemelli Romolo e Remo abbandonati sul Tevere. Se ne fa cenno anche nei trattati della Scuola Medica Salernitana per curare scrofola, infiammazione e ghiandole ingrossate, tramite un impacco.
L’introduzione nel Cilento del fico sembra essere precedente al VI secolo a. C. Essa è da attribuire ai coloni greci che in quest’area avevano fondato diverse città. Celebri autori dell’epoca romana hanno decantato le caratteristiche dei prodotti agricoli del Cilento tra i quali i fichi essiccati. In molti documenti, infatti, appare evidente come il fico essiccato sia identificativo dell’area del Cilento. Catone, e poi Varrone, raccontavano che i fichi essiccati erano comunemente utilizzati nel Cilento e nella Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi. E’ facile capire come questa convivenza millenaria abbia condizionato fortemente la cultura locale, cosa che traspare nelle espressioni idiomatiche, nelle storie, nelle fiabe ed in tutto ciò che è espressione dell’immaginario umano. Ancora, nella metà del 1400 è documentata, nel “Quaterno doganale delle marine del Cilento” (1486), l’esistenza di una fiorente attività di produzione e commercializzazione di fichi secchi, avviati sui principali mercati italiani come alimento di pregio. Il “Fico Bianco del Cilento” DOP si è andato quindi gradualmente evolvendo, da “pane dei poveri”, come un tempo veniva definito, ad alimento pregiato da consumare soprattutto nel periodo natalizio. I fichi, pertanto, sono stati da sempre una notevole fonte di reddito ma anche alimento di base per le popolazioni locali in difficili periodi storici, grazie all’abbondanza degli stessi ed alla possibilità di conservarli per l’intero periodo dell’anno con l’essiccazione. Si deve infatti alla secolare tenacia e alla capacità dei produttori cilentani se oggi disponiamo di un prodotto di assoluta qualità. Le piante di fico da millenni hanno così contribuito a caratterizzare il paesaggio rurale del Cilento diventandone, insieme all’olivo, l’icona della locale civiltà contadina

Rilievi etnico/antropologici

La zona di produzione del “Fico Bianco del Cilento” comprende ben 68 comuni, posti a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento e in gran parte inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Nel Cilento, la coltivazione di questo frutto rappresenta una tradizione millenaria sopravvissuta anche grazie alla tenacia e alla capacità dei produttori cilentani e che si è evoluta nel corso dei secoli: il frutto infatti da “pane dei poveri”, come un tempo veniva definito, è diventato un alimento pregiato da consumare in occasioni speciali come il Natale. La semplicità di coltivazione e la resistenza della pianta ad avversità fitopatologiche, hanno permesso alla coltura di guadagnare anche il gradimento del coltivatore cilentano che ha collocato da sempre il fico nella propria azienda, in coltura specializzata o consociata. Non va dimenticata, inoltre, la funzione svolta da questa coltivazione nel mantenimento del paesaggio e dello spazio rurale, dal quale appare ormai quasi inscindibile.
Oggi la Campania è la regione italiana che vanta la maggiore produzione di fichi, solo il Cilento fornisce il 70-80% della produzione regionale, una grossa parte è destinata all’associazione, quindi alla produzione del fico bianco del Cilento DOP. Quello dei fichi, é un settore che ha margini altissimi di crescita grazie ad una qualità eccellente e a una forte richiesta di mercato ma è ancora marginale per l’economia del territorio. Negli anni, l’abbandono di queste coltivazioni, i costi di lavorazione elevati, l’agguerrita concorrenza straniera hanno rischiato di far sparire questa produzione che invece rappresenta una risorsa per il Cilento. Bisogna investire in innovazione tecnologica e colturale, aprire nuovi mercati, ampliare la produzione che è ancora marginale se davvero vogliamo incidere in maniera significativa sull’economia del territorio. E’ necessario iniziare a lavorare per creare nuove opportunità sul territorio”. Bisogna investire in innovazione tecnologica e colturale, aprire nuovi mercati, ampliare la produzione che è ancora marginale se davvero vogliamo incidere in maniera significativa sull’economia del territorio. I problemi significativi restano la produzione bassa che non riesce a soddisfare le richieste di un mercato sempre più selettivo e la dimensione delle aziende che non possono competere per numeri e prezzi con i colossi stranieri. In tal senso, le misure del Psr possono essere un’opportunità per nuovi investimenti”.

Caratteristiche del prodotto

Il fico cilentano è un prodotto pregiato e genuino. Si presenta in una forma allungata colore chiaro tendente al bianco se é senza buccia mentre giallo chiaro a giallo se é con la buccia ed infine giallo ambrato o marrone se é cotto. La sua polpa è di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Tali caratteristiche, considerate di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati, sono appunto i tratti distintivi che qualificano il “Bianco del Cilento” sui mercati.